novità
Facebook Image

Socials

Home Progetti
Progetti
La Casa Umanista PDF Stampa E-mail

casa

La Casa Umanista nasce come una delle tante idee a cui si arriva quando si desidera fare qualcosa per cambiare il mondo.
O, per lo meno, provarci.

Avevamo innanzitutto bisogno di un posto abbastanza ampio da poter contenere varie attività: dai corsi di lingua agli incontri di conoscenza personale, dalle conferenze sul disarmo nucleare alle riunioni organizzative di cortei per la pace, dagli incontri sul sostegno a distanza per i bambini africani alle feste di compleanno per i nostri bambini (africani, italiani, rumeni, ecc.).

 

Fu l’associazione Cultura Mista onlus nel 2004 a rendere concreto questo progetto di condivisione di spazi, idee, azioni ed emozioni e, nel tempo, si sono unite nello stesso intento anche altre associazioni umaniste, fra le quali Help to Change,  accomunate dall'idea  di stare insieme, organizzandosi, per dar luogo ad azioni sociali, culturali o politiche che vadano nella direzione dell’umanizzazione del mondo, oppure semplicemente trovare le proprie espressioni per vivere una vita nonviolenta.

 

All’interno della Casa Umanista hanno trovato e trovano spazio anche gruppi, associazioni e persone che semplicemente hanno gusto nello stare insieme, una sera a settimana, tutte le sere o solo in occasioni speciali.

 

La “Casa Umanista” è, inoltre, pensata come un centro di informazione, studio e documentazione sul Nuovo Umanesimo, in tutte le sue espressioni e nei cui valori si riconoscono i volontari che si occupano di farla crescere.

 

La Casa Umanista non dispone di finanziamenti stabili erogati da enti pubblici o privati e funziona grazie al lavoro di volontari: questa scelta è dettata dal desiderio di  non creare vincoli economici con nessun ente esterno e mantenere la massima indipendenza: quando sul calendario delle nostre attività leggerai qualcosa come “cena/festa di autofinanziamento”, saprai con certezza cosa intendiamo dire.



Visualizzazione ingrandita della mappa
 
Idee di base per un piano di sviluppo nel villaggio di Ndayane PDF Stampa E-mail

ndayaneritoccata400Questo villaggio di 1200 abitanti è a 5 km. dalla zona dell’ ospedale di Diourbel, capoluogo della regione del Baol. Per ironia della sorte la strada sterrata che vi conduce crea non pochi problemi a malati e partorienti e nel villaggio non esiste attualmente alcun tipo di ambulatorio o distribuzione farmaceutica.

Gli abitanti di questo villaggio appartengono al Movimento Umanista e sono organizzati in una comunità di base : essi intendono in intesa con l’associazione umanista Help to Change di Torino porsi l’obiettivo di creare un ambulatorio nel villaggio (Case de Santé).

A questo scopo hanno effettuato una loro colletta che attende un ulteriore appoggio  dall'Italia.
Intendono così sviluppare l’attività già iniziata:  in 3 anni pensano di  raggiungere lo scopo.
Leggi tutto...
 
Progetto di supporto a Diakael - Senegal PDF Stampa E-mail

I villaggi di Diakael Digue, Diakael Tocassone, Sambè Digue, Sambè, Sambè Peul 1 e di Sambè Peul 2 sono situati nella regione di Diourbel, al centro del Senegal, nella zona del paese nota come bacino della cultura d’arachidi.

HPIM1150.jpgLe popolazioni di questi villaggi svolgono essenzialmente attività agricole e pastorali in un contesto economico ed ecologico via via più precario.
Il peggioramento climatico, l’inaridimento degli ultimi decenni ed il disboscamento fuori misura, sommati a una antica tradizione di monocultura dell’arachide, esacerbano le già difficili condizioni di vita delle popolazioni.
I redditi si riducono sempre più e l’esodo rurale allontana da casa per primi i capifamiglia.
In un simile contesto le iniziative personali e locali sono insufficienti a dare una risposta che garantisca una minima ripresa.

Nei villaggi di questa zona esistono condizioni organizzative e di sensibilità interessanti, anche grazie al lavoro di formazione già svolto dai volontari italiani negli ultimi due anni: esiste una diffusa solidarietà tra gli abitanti, ci sono responsabili locali determinati e capaci di lavoro volontario che sono vicini a costruire un autonomia operativa, ben accompagnati dalla gente che si organizza.
HPIM1300.JPGAvere autonomia però, per un villaggio africano, non significa liberarsi dai suoi gravi problemi senza aiuti nei primi passi di sviluppo: la sua economia è di sopravvivenza, non ha riserve di piccoli capitali o fondi per rilanciare il suo sviluppo.

Per questa ragione, insieme ai responsabili locali, abbiamo elaborato un progetto di sviluppo che, grazie ai fondi recuperati tramite l’attività di found raising in Italia, consenta uno sviluppo minimo ed adeguato a Diakael e la possibilità di far partire una comunità cooperativa autosufficiente.

Questo progetto, una volta avviato e completato, può divenire un modello operativo da seguire in situazioni simili ed inoltre rappresenta una maniera definitiva per risolvere i problemi di sussistenza nei villaggi in difficoltà.

Leggi tutto...