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Idee di base per un piano di sviluppo nel villaggio di Ndayane PDF Stampa E-mail

ndayaneritoccata400Questo villaggio di 1200 abitanti è a 5 km. dalla zona dell’ ospedale di Diourbel, capoluogo della regione del Baol. Per ironia della sorte la strada sterrata che vi conduce crea non pochi problemi a malati e partorienti e nel villaggio non esiste attualmente alcun tipo di ambulatorio o distribuzione farmaceutica.

Gli abitanti di questo villaggio appartengono al Movimento Umanista e sono organizzati in una comunità di base : essi intendono in intesa con l’associazione umanista Help to Change di Torino porsi l’obiettivo di creare un ambulatorio nel villaggio (Case de Santé).

A questo scopo hanno effettuato una loro colletta che attende un ulteriore appoggio  dall'Italia.
Intendono così sviluppare l’attività già iniziata:  in 3 anni pensano di  raggiungere lo scopo.
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Progetto di supporto a Diakael - Senegal PDF Stampa E-mail

I villaggi di Diakael Digue, Diakael Tocassone, Sambè Digue, Sambè, Sambè Peul 1 e di Sambè Peul 2 sono situati nella regione di Diourbel, al centro del Senegal, nella zona del paese nota come bacino della cultura d’arachidi.

HPIM1150.jpgLe popolazioni di questi villaggi svolgono essenzialmente attività agricole e pastorali in un contesto economico ed ecologico via via più precario.
Il peggioramento climatico, l’inaridimento degli ultimi decenni ed il disboscamento fuori misura, sommati a una antica tradizione di monocultura dell’arachide, esacerbano le già difficili condizioni di vita delle popolazioni.
I redditi si riducono sempre più e l’esodo rurale allontana da casa per primi i capifamiglia.
In un simile contesto le iniziative personali e locali sono insufficienti a dare una risposta che garantisca una minima ripresa.

Nei villaggi di questa zona esistono condizioni organizzative e di sensibilità interessanti, anche grazie al lavoro di formazione già svolto dai volontari italiani negli ultimi due anni: esiste una diffusa solidarietà tra gli abitanti, ci sono responsabili locali determinati e capaci di lavoro volontario che sono vicini a costruire un autonomia operativa, ben accompagnati dalla gente che si organizza.
HPIM1300.JPGAvere autonomia però, per un villaggio africano, non significa liberarsi dai suoi gravi problemi senza aiuti nei primi passi di sviluppo: la sua economia è di sopravvivenza, non ha riserve di piccoli capitali o fondi per rilanciare il suo sviluppo.

Per questa ragione, insieme ai responsabili locali, abbiamo elaborato un progetto di sviluppo che, grazie ai fondi recuperati tramite l’attività di found raising in Italia, consenta uno sviluppo minimo ed adeguato a Diakael e la possibilità di far partire una comunità cooperativa autosufficiente.

Questo progetto, una volta avviato e completato, può divenire un modello operativo da seguire in situazioni simili ed inoltre rappresenta una maniera definitiva per risolvere i problemi di sussistenza nei villaggi in difficoltà.

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