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Movimento Umanista

L’evoluzione sociale e personale


LA DIREZIONE INDIVIDUALE – l’azione umana, al di là delle forme contorte o semplici, perverse o equilibrate con cui la si porti avanti, tende a cercare benessere e felicità e al di là del riuscirci o meno è spinta dalla necessità di liberarsi dal dolore e dalla sofferenza.

LA DIREZIONE SOCIALE - una società veramente umana è data dall’accordo e la cooperazione tra gli esseri umani per evolvere in questa opera comune. Il dolore (malattie, violenze e disagi subiti), la sofferenza mentale (aumento di nevrosi e squilibri psicologici di ogni tipo) e l’aumento di aggressività e violenza, sono segni evidenti di un’inversione della corrente evolutiva. Pertanto una società che manifesti questi segni non sta andando nella giusta direzione.


La sensibilità umanista


REGOLA AUREA 

Essere umanista è essere contro tutto ciò che genera dolore e sofferenza in se stessi e in altri. E’ aderire a quella che in passato e in molte civiltà evolute fu detta regola aurea, espressa in varie forme ma il cui significato è sostanzialmente il seguente: Tratta gli altri come vuoi essere trattato.


ATTEGGIAMENTO UMANISTA


Essere umanista significa inoltre riconoscersi nei punti che definiscono quello che chiamiamo atteggiamento umanista:

- Assumere l’essere umano come valore centrale, non altre cose tipo il mercato, il profitto, il successo e quanto altro gli venga anteposto per giustificare ogni genere d’ingerenza.

- Affermare l’eguaglianza di tutti gli esseri umani. Questo vuol dire uguale diritto alla vita, al proprio sviluppo ed evoluzione, indipendentemente da questioni di “merito” o di “capacità”.

- Accettare la diversità personale e culturale. Esistono potenzialità diverse, istruzione e conoscenze diverse, capacità diverse. Queste sono “ricchezza” per la comune evoluzione.

- Sviluppare la conoscenza al di là di quanto viene imposto o accettato come verità assoluta. Già varie volte è capitato che la dogmatizzazione delle concezioni di un momento storico ha fermato la crescita e l’evoluzione. C’è abbastanza esperienza per non perseverare nell’errore.

- Libertà di idee e credenze. Ciascuno è libero di credere ciò che gli sembra più opportuno e verosimile se non tenta di imporre quanto crede con la violenza.

- Rifiutare ogni forma di violenza. Sia fisica che economica che psicologica. 
La violenza fisica è quella più evidente, è l’azione distruttiva diretta al corpo dell’altro. 
La violenza economica invece è più sottile. Si esplica con la sottrazione o la negazione dei mezzi di sostentamento e sopravvivenza. 
La violenza psicologica è la più subdola perché s’inserisce strumentalmente nelle coscienze stesse come false concezioni e pregiudizi. In tal modo le catene passano dal piano fisico a quello dell’intangibile.

ASPIRAZIONE AD ESSERE 

Questa sensibilità, quest’etica della libertà può essere teorizzata ma ciò che conta è che sia un’aspirazione ad essere che tende a trasformarsi progressivamente in uno stile di vita.


Trasformazione personale e sociale


COS’È TRASFORMAZIONE PERSONALE
La trasformazione personale per una sensibilità simile è intesa nel senso dello sviluppo delle capacità espansive, cioé di uno stile di comportamento includente gli altri. Significa potenziare il proprio pensare, positivizzare il proprio sentire, cioé le proprie emozioni e rendere costruttivo il proprio agire. In particolare si cura dell’emozionalità sapendo che le manifestazioni emozionali negative generano nel loro apice le varie forme di nevrosi, di psicosi e di violenza. Pertanto, in questa concezione, si fa determinante la necessità di trasformarsi e trasformare simultaneamente il sociale.

COS’È IMPORTANTE IN UNA SOCIETÀ PRIMA DI TUTTO
La salute, l’educazione e la qualità della vita sono i segni distintivi di una società veramente tale. In campo sanitario l’impulso dato alla ricerca e allo sviluppo di strutture pubbliche sufficienti, l’assistenza medica garantita per tutti. In quello dell’istruzione la possibilità di accedere alla conoscenza per chiunque e lo sviluppo della ricerca su ogni aspetto del sapere. Qualità della vita significa un ambiente adatto all’essere umano sia in senso ecologico che abitativo che relazionale.

L’azione volontaria


L’UTILITÀ DELL’AZIONE VOLONTARIA
Nel senso umanista l’azione volontaria non è collaborare a qualcosa come se fosse “quell’in più” indipendentemente dai fatti della propria vita ma la coerente e particolare collocazione di ognuno nella vita stessa. Un’azione volontaria di questo tipo è utile anche per la sensazione di coerenza che da. Nelle relazioni si dovrebbe coltivare la comunicazione diretta cioè tendere verso i temi che contano e non oziare in secondarietà.


LA DIREZIONE DELL’AZIONE VOLONTARIA
Si dovrebbe agire in vari campi, qualunque sia la forza dell’azione volontaria, piccola o grande, ampia o limitata, su temi specifici o generali, applicando a queste attività le concezioni derivanti dall’atteggiamento umanista. E’ sicuro che quest’atteggiamento è già enormemente attivo nel mondo, malgrado l’azione negativa e distruttiva di comportamenti dettati da interessi chiaramente opposti, caratterizzati dalla negazione delle intenzioni e della libertà di altri esseri umani.
Il dibattito e le attività, che sono d’importanza primaria, si svolgono e si sviluppano principalmente nei seguenti aspetti:

- La promozione della comunicazione e dell’iniziativa nella base sociale.
Varie associazioni e organizzazioni si occupano di questo tema. Radicati nei quartieri promuovono il dibattito e le iniziative, informano e coesionano allo scopo di raggiungere nella base sociale consapevolezza delle proprie esigenze, delle proprie possibilità di trasformazione e della propria forza.

- La stimolazione del dibattito nei diversi settori della cultura.
La finalità in ogni settore culturale dovrebbe essere la propria attenta revisione e ridefinizione e la creazione di un nuovo modello di approccio alla conoscenza che tenga in particolar conto il riferimento circa il suo uso sociale.

- Il dialogo tra culture ed etnie e l’attività d’appoggio alle popolazioni in difficoltà.
Lottando contro la discriminazione etnica e culturale, promovendo e ricercando la consonanza delle apparenti diversità intorno ad un tronco comune, quello dato dal momento umanista presente nella storia di ogni cultura. Sollecitando un tipo d’appoggio che non sia solo una forma di umanitarismo occasionale ma sia un fornire mezzi materiali ed ideologici per la conquista di una vera autonomia organizzativa.

- La promozione di una forma di politica che sia veramente portatrice delle necessità della base sociale.
Arrivare ai centri di potere non significa voltare le spalle alle esigenze di coloro da cui si è stati eletti ma al contrario, essere rappresentanti di questa base sociale di cui si è portatore di esigenze e necessità.

Chiunque, sia singolo che raggruppamento o organizzazione, si riconosca esplicitamente nelle idee su esposte è parte della sensibilità così definita e pertanto è ritenuto aderente del Movimento Umanista. Per essere invece, parte organizzativa di esso, e indipendentemente dalla specificità di cui ci si sta occupando, si richiede l’ulteriore adesione, alle modalità e criteri propri della struttura.

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